Se ti svegliassi a un'ora diversa in un posto diverso, ti sveglieresti come una persona diversa? (cit.) Nelle ultime 24 ore ho preso un volo da Bruxelles a Milano, uno da Milano a Roma e un treno da Roma a Milano: coming soon la traversata del lago di Castel Gandolfo in sottomarino.
Giorno 15: The incredible machine
Benoit ci introduce al secondo corso, due di tre, il primo lo abbiamo passato tutti, siamo tutti felici, ci sentiamo dei gran secchioni, bla bla bla... Si pronuncia "eitc-em-ai" e riguarda la parte divertente del corso, tipo quel vecchio videogame "the incredible machine" in cui per far cadere un uovo in un cestino dovevi far camminare un gatto fino ad un topo rinchiuso in una "scatola con rotellina per topi" collegata per mezzo di piccola cinghia ad un rullo trasportatore che aveva a monte l'uovo e a valle il cestino: il gatto si muove, il topo corre nella ruota per la paura, l uovo cade nel cestino. Questo gioco è molto simile a quello che si fa con l' "eitc-em-ai", ma con pompe - idrauliche, pervertiti! -, termostati, valvole,... Serata tranquilla con My_Love su Skype. Consiglio del giorno "Orange costa troppo! 15euri per 10 ore con una connessione non proprio eccellente... ma l'amore è amore! stica dei soldini!"
Giorno 16: Test a sorpresa, test dell'alcol si intende...
Benoit ci dice che oggi faremo il secondo test... ma come ieri abbiamo iniziato il II corso e oggi? dice che siamo bravi, ma bravi bravi, che questi 3 corsi si dovrebbero fare in 3 settimane ma noi ci stiamo riuscendo in 2, siamo forti, quindi oggi si fa il test. 50 domande, stavolta meno complicate di quelle dello scorso giovedì, passiamo in scioltezza. Vogliamo festeggiare, giù in downtown in birreria. Dopo mezzora i 5/8 di noi sgommano via per un sano ristorante, gli altri 3 rimangono a bere, come zucchine: sono l'italiano mio collega, un bulgaro e un inglese e vi assicuro che non è una barzelletta! o forse si... Scopriremo solo dopo che i tre suddetti si " 'mbriacarono" come zucchine, costretti a tornare in taxi in hotel. La barzelletta è comica quando all'una di notte, tornati noi tramortiti da una lunghiiiiiisssssima passeggiata notturna - a piedi (by feet [con le fette]) - troviamo Sir.David, il collega Scozzese, scalzo nel giardino dell hotel con la sigaretta in bocca e gli occhiali da sole che ci parla in italiano "ciao ragazzi come va?" Consiglio del giorno "Manca poco, stringi i denti"
Giorno 17: Control theory
Iniziamo l'ultimo corso, sistemi di controllo, minchia gioco in casa, mi diverto, dribblo, prendo qualche bell'assist, e per una volta capisco tutto nonostante l inglese. Soddisfatto. Consiglio del giorno "Non pensare che tutto quello che appare facile sia facile..." Serata con il mio amore, la distanza comincia ad essere troppo pesante, e quando dico troppo intendo troppo come il caldo afoso di Roma ad Agosto.
Giorno 18: Italiano vero
Dopo lo studio la gioventu' multietniculturale si sparpaglia, e rimaniamo io e l altro italiano a cercare - lookin'for - una serata tranquilla. Finiamo dal nostro amico italiano, il ristorante "Il Pellegrino" di Diegem e mangiamo e beviamo parecchio. Siamo uniti come dopo 9 mesi di naia - ninna naia -. Domani ultimo esame. Consiglio del giorno "Quanto è bello prendere per il culo la gente dopo 3 bicchieri di buon rosso!" PS Muore Michael Jackson, l'antitrust denuncia la chiesa Cattolica per monopolio sulla violenza minorile
Giorno 19: Come back
Passiamo il test, festeggiamo, Benoit ci consegna la certificazione e si congratula perchè non ha mai visto un gruppo tanto unito e cooperativo - nonostante la mia incapacità di comunicare in inglese - ed è la verità: io degli stranieri ho legato di più con Dragos, Stefan e Sofka, quando poche ore più tardi prenderò il mio aereo confesserò loro che mi mancheranno nel mio prossimo futuro italiano. I due ragazzi spesso mi aiutano col mio pessimo inglese a comunicare col mondo, non mi fanno sentire solo, la ragazza parla poco, ma quando mi vede in difficoltà non gira mai le spalle. fino a 10 giorni fa non sapevo nemmeno il loro nome, ora non faccio che chiamarli aggiungendo l aggettivo "beautiful": beautiful Sofka, beautiful Dragos, beautiful Stefan. Loro sanno che significa "siete belle persone" anche se non lo dico nel giusto modo. prometto loro che a settembre, al prossimo corso, per quella data avrò imparato un più di inglese. loro ridono, sorridono. Il mio volo atterra alle 21.30 a Malpensa, alle 23.00 stiamo - io e Nando - a Monza e prendo le chiavi di casa - la mia prima casa in affitto - poi ci perdiamo e dopo 160km torniamo a Malpensa: sono circa le 2.00
Giorno 20: Finalmente Roma
dopo 20 giorni rivedrò i Miei e la Mia. Rischio di perdere il volo, Nando fa i miracoli come sempre e riesce a farmi scavalcare le file. Alle 8.30 sto a Fiumicino e poco dopo a casa mia. inizio i miei giri, è sabato, devo sistemare delle cosette, vado forte, vado veloce, non concretizzo che il countdown è iniziato e nemmeno 24 ore dopo starò a cavalcioni di un treno per tornare a Monza, 2 aerei e un treno in 24 ore circa. A pranzo vengono gli zii e sono tutti depressofelici di rivedermi, i miei cuginetti mi chiedono, io glisso, poi li porto al cinema, un regalo che volevo fare loro da tempo. I transformer deludono me ma entusiasmano loro.
Giorno 21: Il viaggio della speranza - ho portato con me tanti santi oggi...
Alle 14.00 ho il mio treno, saluto tutti velocemente perchè il mix di ansia e nervosismo sta trasformando il dr. de Simone in mr. Sventrapapere - e non nel senso lusinghiero del termine - riesco a litigare e maltrattare tutti quelli che incontro, sono veramente un'altra persona in quei 5 minuti in cui discuto con mio padre. Che stronzo che sono. Scusami ho esagerato. Lui mi scusa, mi capisce, se non altro riesce a mettersi nei miei panni e in fondo in fondo non sa se anche lui avrebbe reagito così se si fosse trovato nel mio ruolo. Le valige sono tante, circa 3 a testa, Dora viene su con me, mi salva in questa lotta impossibile chiamata organizzazione. Quando all altezza del stazione FS di Monza si spacca anche la seconda maniglia della valigia blu grande - quella piena di oggetti per la casa e saponi, disordinati, non come quelle belle piccole valigette dei rappresentanti della "folletto" - cominciamo a ridere dalla disperazione. Alla fine entriamo in casa. Sono le 19.00. Ho voglia di farmi una doccia e dormire. Invece ora, alle 23.46, dopo aver rassettato un pò casa e aver cucinato un buon piatto di pasta in sugo - tonno - sto qui a raccontarmi di me. Alla prossima settimana.
Allora la cosa più strana qui è che alle 22.30 ancora il cielo è arancione, e prima delle 23.00 non è mai buio completamente. La cosa ancora più strana è che la mattina alle 5.00 il cielo è già chiaro. Dunque qualcosa non mi torna... In genere dalle 8.00 alle 17.00 il cielo è coperto, spesso piove, poi in serata torna il sole. Singolare vero? Mentre a Roma vivete il primo giorno d'estate qui continuiamo a vivere l'enensimo giorno di autunno!
Giorno 8: Goodmorning
Quando ti svegli alle 6.30 non sei mai realmente sveglio, e non sei mai realmente addormentato (cit.). Dopo la doccia è già ora di uscire e presentarsi: la mia prima presentazione in inglese, 4 e mezzo rimandato a settembre! Il primo impatto non è malaccio, la illustrissima società H. ci offre una colazione da signori - che dolci unici ! - e poi ci fa entrare in classe. Il minimo della funzione che rappresenta questa giornata è stato quando mi è stato chiesto di presentarmi in inglese... praticamente la voce Stanlio tremolante nel corpo di un Benny Hill balbettante, la mia voce suonava come un diesel acceso in pieno inverno dopo 3 anni di stop. Benoit è francese, vive in Belgio ma insegna in inglese, tutti capiscono ogni parola e mi sembra di vivere in una pagina della settimana enigmistica "indovina l'intruso". Pomeriggio in ripresa grazie ad msn e alla mia metà. Serata piacevole nel ristorante del Holiday Inn tra birra e la partita dell'Italia. Consiglio del giorno: "hi guys" non è la versione inglese del romano "ciao frocioni!"
Giorno 9: Labs
Il libro di testo contiene circa 90 capitoli tra teoria e laboratori. Oggi inizio a prendere dimistichezza col software, il chè significa che mentre io sto accendendo il pc gli altri hanno già crackato i server. I "labs" non sembrano difficili seppur privi di logica. La colazione è stata magnifica anche oggi e il pranzo - a buffet - niente male: dopotutto non si mangia malissimo, dai! Ceniamo in un ristorante un pò più chic, e i soliti 30 euro a serata oggi proprio non bastano per questa cena. Consiglio del giorno: scambia qualche parola col tuo maccheronico inglese con qualcuno o diventerà un incubo
Giorno 10: La piazza centrale di Bruxelles
Passo tutto il tempo in cui non studio, coi miei colleghi italiani e con quelli stranieri del primo corso - io partecipo al secondo corso, lo stesso contenuto del primo ma traslato di una settimana - tra cui spiccano per simpatia i 2 spagnoli. In spagnolo "Ostia!" significa "Cazzo!" ovvero quell'esclamazione di origine greca che sta ad indicare stupore e meraviglia (cit.). In spagnolo "De puta madre" si usa come intercalare. Finalmente decidiamo di visitare Bruxelles - il centro città - e mi sento come se fossi capitato nella città progettata dall'architetto dei Lego. Le case in periferia sono con tetto spiovente con falde alte anche 6 - 8 metri, spostandosi verso il centro le case sembrano quelle del catalogo Lego 1990, le ricordo benissimo, ne ero innamorato, le volevo tutte ed ora le posso anche toccare in scala 1:1. Consiglio del giorno: Le case di Bruxelles non è necessario tenerle lontano dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni. Il biglietto del bus si acquista sul bus, perchè non facciamo così anche in Italy? Prima di tornare in albergo ci fermiamo nel più tipico dei negozi di Bruxelles: il negozio di cioccolata. Nella galleria principale del centro ci sono decine di vetrine luccicanti, poi ti avvicicini e ti accorgi che non sono gioiellerie ma negozi di cioccolatini. 15 euro 10 pezzi.
Giorno 11: Dei ristoranti italiani e degli esami improvvisi.
Benoit ci dice che il giorno successivo ci sarà una presentazione da parte di un certo tizio della nostra illustrissima società H., questo significa che oggi si farà il test, il primo dei tre. Mi dite in bocca al lupo? Lo supero dopo quasi 3 ore che stavo davanti quelle 50 domande. Stasera si festeggia. Decidiamo di unire i due corsi - per la cena - cosicchè stasera al ristorante italiano ci sono quasi tutti, italiani, spagnoli, rumeni, bulgari, ucraini, sudafricani, polacchi, svedesi, inglesi. Consiglio del giorno: Se parli in napoletano o in pugliese con un rumeno lui ti capisce e ti risponde anche! Da sottolineare che abbiamo riso per 10 minuti di fila imitando Achmed the dead terrorist - non è facile trovare punti in comune con persone della tua stessa città a volte, figurati quanto sia molto difficile farlo con un rumeno o una bulgara!
Giorno 12: Libera uscita.
Il tizio fa la sua noiosa presentazione, poi andiamo a pranzo al nostro amatissimo buffet alla belga e quindi ritorniamo in aula per pochi minuti; prima delle 14 siamo fuori: è libera uscita. Mi unisco al gruppo del mio corso e insieme ce ne andiamo a zonzo per Bruxelles, vedo parecchi monumenti, tra cui una bellissima cattedrale - di san michele e santa gudula - al cui interno presenta una doppia fila di colonne e su ogni colonna una statua di un santo armato: coltelli, seghe, accette, spade,... e il pulpito in legno nero con un angelo che uccide uno scheletro nero. Comincio ad apprezzare le chiese gotiche! Visitiamo il parlamento europeo: oggi c'è uno sciopero degli agricoltori, decine di trattori parcheggiati nel parco situato nei pressi del parlamento europeo. Elicotteri bassi. Ma la gente se ne sbatte e prende il fresco sdraiata sull'erba all'ombra di una gigantesca fontana. Consiglio del giorno: Visitare le città va bene, ma stressarti come un qualsiasi turista non va molto bene... sei qui per lavorare! Declino l'invito per andare a Parigi in treno il giorno successivo.
Giorno 13: Let me sleep!
Oggi non mi sveglio alle 6.30 ma alle 10.30. Il mondo ha un colore e un odore diverso! Nel pomeriggio vado col ragazzo inglese in "downtown" - Bruxelles - e parliamo un pò di tutto, anche del "trip" organizzato dagli altri "guys" per andare in treno a Parigi. Siamo due animali pigri. Vediamo delle ragazze vestite da infermiere, pensiamo sia un set di un film porno, poi ci dicono che sono vestite così per la festa di addio al celibato di una di loro: mi becco una puntura finta, una martellata al ginocchio e una caramellina. Ci facciamo un giro nel museo dell auto di Bruxelles e poi ci ritroviamo dinuovo davanti al parlamento europeo, stavolta manifestano i ragazzi iraniani, ci uniamo a loro per pochi minuti, lui sembra un fotoreporter con la sua macchinetta fotografica, io il solito barbone afgano. Consiglio del giorno: fare 10km al giorno a piedi fa benissimo, ma cazzo comprati delle scarpe decenti! Organizzato il rientro a roma, venerdì sera dormo a Milano e sabato mattina prendo un volo da Malpensa, aspettatemi con le macchine fotografiche e la stampa sabato mattina a Fiumicino, sarò quello col vestito bianco e la papalina in testa.
Giorno 14: Magritte
Mi sono svegliato dicendo "voglio vedere Magritte", l'omino della reception del museo in Place Royale mi ha detto che per i prossimi 2 mesi è tutto prenotato. Il mio amico spagnolo direbbe "Ostia!". Continuo la passeggiata, compro delle cartoline, compro dei regalini, visito - da solo - la città e il mondo ha un suono diverso. Mentre scrivo le mie cartoline appoggiato al marmo di una scalinata in centro dei ragazzi vestiti di bianco e rosa, in tuta larga, cominciano a saltare e a fare capriole su tutti i monumenti, alcuni si calano da 10 metri d'altezza e quando toccano il terreno fanno una capriola e si rialzano come nulla fosse. il loro capo è vestito di nero ed è pieno di tatuaggi, e si porta appresso una velina, vestita di bianco e rosa con dei calzoncini mini. Fa freddo, tira vento e questa sta praticamente nuda... ba! Passeggio per le vie e scatto qualche foto con la macchinetta del mio collega italiano, poi prendo il mio bus, e ancora non riesco a percepire che non sto dietro casa ma lontanissimo. Consiglio del giorno: chiudi quel cazzo di portafoglio, gli amici ti vogliono bene anche se non compri un regalino ogni volta che muovi il culo da Roma!
Che era una storia non semplice lo sapevo, lo sapevamo, ma non immaginavo così. Il primo pomeriggio doveva essere dedicato alla ricerca di una tana in cui rintanarmi lontano dalla mia cuccia, possibilmente con affitto non esagerato, invece Giove Pluvio si è divertito: risultato il sottoscritto romano caduto a Monza zuppo come la camicia che ho lavato a mano il giorno dopo ( - gulp! -).
Giorno 1: battesimo.
Pioggia a dirotto. Grazie Monza, ti vuoi far amare subito per i tuoi pregi? N.1 case visitate. Partenza da Monza ore 20.00, arrivo al residence a Milano ore 22.00. N.4 volte che mi sono perso mentre cercavo il residence. Pioggia. Consiglio del giorno: quando ti muovi in una grande sconosciuta città comprati una cazzo di cartina, non quelle per fumare...
Giorno 2: tutto cade.
Sveglia, Doccia, pensare a tutti a casa, pensare a cercare casa, pensare ai documenti da firmare, gestione, gestione, gestione, impara l'inglese, il corso è in inglese, biglietti d'aereo, biglietto per l'hotel, Mastercard, "Come non hai la carta di credito?", problemi, problemi, problemi, tre case in affitto, costano troppo. N.2 volte pianto. Pioggia. Consiglio del giorno: chi trova un amico trova un tesoro, sulla cartina la X sta in zona Gallarate.
Giorno 3: reborn.
"Ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo", N.2 case viste, cade e si rialza con l'aiuto di tutta la curva sud. Grazie amici, grazie famiglia. Tempo atm. Sereno. Consiglio del giorno: l'instabilità è attenuata dalla ricerca di stabilità, ovvero nella ricerca di punti fermi, ovvero nella ricerca di nuovi amici.
Giorno 4. pizza party.
Oscillazioni a frequenza variabile di umore. Consiglio del giorno: prendi la cartina e segna un'altra bella X su Malpensa. N.3 case visitate. Sereno. Non sei dopotutto così solo, no? Consiglio del giorno: ordinare solo marinara con tonno e cipolle!
Giorno 5. dalla stalla alla Stella.
Sveglia tinta di pensieri. In piedi in ritardo, la posta e la spesa, la prima spesa da solo, il mio primo bucato, il mio primo pranzo da single-fidanzato-a-distanza. Ferma la casa. un pizzico di stabilità. La ninna dalla sorellina. Consiglio del giorno: 4 mura e 1 tetto danno stabilità, ma la serenità può darla solo la protezione sincera di una vera amicizia
Giorno 6. Formula 1.
Tre è il numero perfetto. Nando dorme 2 ore, Stella continua a starmi vicina. Eccola qui questa nuova pseudo famiglia improvvisata, pronta a consigliarmi e ad aiutamri a crescere. Monza: ore 16, in pista, 4 giri di corsa, cordoli e "scican" (ma come cazzo si scrive?), il driver ci fa anche vedere un giro fatto da lui senza scatola nera, emozioni, emozioni, emozioni. Come a 21 anni sull'ottovolante. A Roma non lo avrei mai fatto qui si. Consiglio del giorno: quando hai paura di tutto, una paura in più non cambia il risultato; ma se ti accorgi che non ti fa paura questo nuovo pericolo, allora forse puoi diventare più forte anche sul resto. forse.
Giorno 7. Bruxelles.
troppe ore a pensare alla partenza. poi parti. e ti accorgi che non hai paura. il primo volo da solo. non ho paura. strano? si è strano. Finalmente conosco gli altri colleghi. domani inizia il corso. Consiglio del giorno: quando hai sonno non rimanere fino a mezzanotte e mezza a scrivere su splinder il tuo diario di viaggio.
Da circa 4 anni non riesco a prendere sonno prima delle 2 di notte, la mattina è sempre un dramma alzarsi, lavarsi, uscire. Ora peggio che mai. Pochi svaghi, troppi impegni. Quello che prima mi dava sostegno ora mi annoia, apro gli occhi sul mio passato e vedo che tutto è cambiato, io sempre lo stesso, il mondo attorno a me un pò più agguerrito, meno sorrisi compiacenti, meno complicità, quasi quasi a pensare che la mia felicità sia inattesa e disattesa dal gruppetto che mi accoglie come l’ebreo accoglie a braccia aperte l’IRS..
Quella mi annoia, quello mi annoia. sono io? Può darsi. Ultimamente non mi soddisfa nulla se non una o due cose. Il resto è… mi piacerebbe dire noia, ma non è così, il resto è stress.
Il lavoro ti costringe alla concentrazione, il caldo alla sudorazione forzata e ai pensieri automaleodoranti, la nuova consegna scansa la precedente e la spinge verso il cervelletto, e la pila si riempie, e il mio cervello è ormai stitico di idee che sul ballo di san vito ci scrive solo su appuntamento: ore 3.15 del mattino scrivere qualcosa sul ballo prima che muoia, stavolta anche per mano mia.
Il lavoro, poi l’università, gli esami, no il progetto, il progetto l hai fatto? ma c’è qualcuno da cui copiarlo? io non so un cazzo della teoria degli integrali e tu? chi ci aiuta? chi mi aiuta? quel gran porco der padre del pescatore di animelle in sugo?
Il lavoro, l’univeristà, piccole porzioni da investire in sonno o in hobby “per dormire c’è tempo!” poi i mal di testa durano per settimane intere e il mio dottore mi dice che devo calmarmi “Ma che cazzo di dottore sei? possibile che per ogni problema che ho mi dici che è solo il nervoso e lo stress?” pressione troppo alta, mio padre mi guarda strano, mia madre si vanta che è dimagrita, il dentista mi chiede 800 euro per una capsula, ma solo perchè è un amico.
tra poche settimane un esame che rimando da un anno, da quando alcuni avvitati a castel del rio mi sfottevano per il mio andare a giro con appunti in inglese da studiare in ogni ritaglio di tempo. da un anno mi porto sul groppone questo peso, e molti altri.
Eppure parte dello stress passato è diventato già nostalgia. i viaggi di notte con la Marozzi per arrivare alle 5 del mattino da lei dopo il “viaggio della speranza” tra vecchi scoreggioni e giovani metallari. Lo stress del vedersi a tempo determinato ora è nostalgia, da ricordare con le lacrime, con quella voglia di fare l’amore che ti fa capire quella differenza sottile tra sesso e amore, che spesso credi di percepire e raramente sai cogliere al momento.
La testa mi scoppia, i bei ricordi fanno piacere, ma la mia vita ha bisogno di benzina o gasolio ogni giorno, non mi basta più la musica scaricata come piacere effimero, rivoglio le risate coi vecchi amici, quelli che non so dire se ho semplicemente perso e se sono definitivamente morti: so solo che non mi cercano più, che non sono più un anello per la loro catena, che il gruppo esiste con o senza di me. E mi duole solo l’idea che mi ero fatto della possibilità almeno per una volta di poter avere un gruppo.
Perdo gruppi in continuazione. Ogni gruppo che ho si sfascia. Ho creduto che portassi sfiga. poi ho visto il disegno sotto le cose, come quel gruppo durato giusto giusto quei pochi anni, sufficienti per allineare qualche caso, per farmi incontrare questo, questa per farmi succedere quello, quella.
Vedere gli schemi dietro i fatti è tipico dei matematici, dei folli e dei sognatori. io non eccello in nessuno dei campi e me ne vanto, di matematico ho solo la schematicità che a volte rasenta il Furio di verdoniana memoria, di folle solo qualche flusso di coscienza, di sognatore la voglia di migliorare questo schifo tinto di miele che mi circonda.
Odio il mondo che non ha tenuto conto che chi nasce prima o poi avrà fame, odio mia madre presa dalla dieta, odio mio padre incazzato senza palle. odio i miei amici finti pronti a chiamare quando serve una mano per la matematica o per un trasloco, odio la musica da quattro soldi, odio chi ascolta vasco rossi, odio il rumeno che ieri sul bus pieno e afoso aveva anche la faccia di prendere per il culo me e la mia ragazza finchè non ho cominciato a rompergli il cazzo io, odio le trasmissioni con Costantino ma ancor di più chi le guarda, odio chi parla solo di moda credendo che essere al passo con la moda significhi avere personalità e carattere, odio Gwen Stefani e i suoi fan che si vantono id dire di lei che “è così anche nella vita privata!” sai che orgoglio essere una zoccola fuori e dentro lo schermo! Odio le donne al volante tutte ritardate, tutte capaci di dire “ma non ti avevo visto…”, odio i rincoglioniti in giro per Roma che ti tagliano la strada, odio l’odio che questo mondo mi ha creato, ma ancor di più la rabbia, che mi fa essere aggressivo con chi amo, poi sensi di colpa e quindi lacrime senza fine. Odio il tempo che passa in fretta, odio la mia debolezza e la mia fragilità, odio Cristo, i cristiani, il cristianesimo e chi l ha interpretato, odio chi ama la chiesa solo perchè “metti che è vero?”, odio le mie colleghe più oche, quelle che starnazzano e a cui chiederei i danni per mobbing, o il culo come ricompensa dei coglioni che mi hanno sfrantumato, odio la mia inutile laurea in ingegneria, odio mio fratello che mi istiga sempre e cerca lite, odio qualche mia ex, ma per lo più non mi importa di loro, odio un sogno che poteva realizzarsi, e che invece è diventato un fogliaccio digitale scritto da 5 e letto da 3, odio la festa di san pietro e paolo, san sabino, sant’ambrogio, san giorgio e tutti i santi, odio chi dice che la sinistra è meglio, odio chi dice che la destra è meglio, odio chi tifa un partito e adatta i suoi pensieri a quelli del partito, odio tutti quelli che mi circondano perchè pur di non litigare si farebbero cacare in faccia, non odio ne negri, ne ebrei, ne romeni, odio quei 4 o 5 negri e rumeni del cazzo che si divertivano a sfottere una mamma con 4 bambini e me e la mia ragazza su quel bus, odio non avere una pistola con me almeno solo per mettere paura e niente più, odio il razzismo che nasce per colpa di 4 deficienti, odio chi difende i romeni tutti dimenticandosi della feccia che viene in italia, odio che difende i napoletani solo perchè ha i parenti in campania, dimenticandosi dei camorristi e delle truffe, odio tutti quelli che chiacchierano a vanvera, odio tenermi le cose dentro e quindi andate tutti affanculo.